Non ho mai scritto ad un giornale, anzi non ho mai scritto a nessuno, ma oggi mi sento di rendere pubblica questa mia protesta per raccontare cosa è successo alla mia famiglia, emblematico di questa italia in cui viviamo.

Mio figlio di 30 anni lavorava con contratto a tempo indeterminato in un notissimo albergo della nostra città, Venezia, da due anni faceva le notti, e come ben si sa con un ritmo ed una qualità di vita non proprio al meglio. A dicembre la moglie rimane incinta e come si può immaginare, oltre all’emozione di questo bellissimo evento, iniziano i problemi. Chiede al suo datore di lavoro di passarlo di giorno (cosa che gli viene ovviamente negata) e quindi lui si cerca un nuovo posto. E lo trova, dove gli viene assicurato come da contratto firmato, un posto di giorno ed a tempo indeterminato. Tutti felici e tutti contenti.

Ma qui viene il bello, o forse il brutto: dopo un mese di lavoro il suo nuovo datore di lavoro gli comunica dall’oggi al domani che non ha passato il periodo di prova e lo licenzia su due piedi. Perchè non ha passato il periodo di prova ci chiediamo tutti? Perchè lui che è impiegato al ricevimento durante i momenti di stanca del lavoro non faceva le pulizie dell’albergo! Ora io mi chiedo se siamo marziani noi o è questa persona ad essere fuori da tutti i canoni civili e morali! Senza battere ciglio e senza scomporsi lascia a casa un padre di famiglia con una scusa a dir poco discutibilissima. Non gli ha detto sei inefficente, sei disonesto, sei un lavativo, ecc. ecc., No, gli ha detto solo arrivederci e grazie.

E qui mi chiedo che esempio stiamo dando a questi nostri giovani ragazzi: gli precludiamo la voglia di vivere, di andare avanti, di pensare ad un’Italia migliore, di formarsi una famiglia, di vivere a Venezia, la città che amiamo sopra tutto e contro tutto.

Ringrazio per questo sfogo di mamma che sicuramente lascerà il tempo che trova, ma io perderò un pezzo della mia vita perchè lui, la moglie la mia futura nipotina lasceranno sicuramente l’italia per cercare un mondo più giusto e più sereno, un mondo dove l’interesse e e il cinismo non ci saranno.

Luciana Russo