fondamentalista ed estremista, del liberismo economico

come cura di ogni male.

Siamo per una posizione coerentemente e radicalmente

ecologista, aperta al dialogo, democratica, libera,

non-violenta. Siamo per un ecologismo scientifico, che

tiene conto della complessit? del mondo, che sa e

vuole collaborare con gli altri ma anche, come Gandhi

ci ha insegnato, stendersi in mezzo alle strade in

silenzio per bloccare la follia devastatrice.

L’attuale crisi dei Verdi non ? soltanto di consenso

elettorlae ma anche di visibilit? e obiettivi a

madia-lunga scadenza. I nostri elettori non sono

rimasti soddisfatti dalla nostra attivit? di governo,

nel senso che l’inevitabile mediazione su molte

questioni ha spesso messo in evidenza come la fedelt?

al centrosinistra sia stata considerata l’elemento

predominante, anche di fronte a scelte evidentemente

difficilissime per un partito fondato su

ambientalismo, nonviolenza e pacifismo, come la

rottamazione delle auto, l’intervento militare in

Kosovo, ed in generale il perpetuarsi di politiche che

poco si sono scostate dal modello economico generale.

Tutto questo non ha visto (o almeno non ? stata cos?

percepita) una sufficiente forza propositiva da

modificare la nostra societ? in modo ecocompatibile.

D’altro lato le modalit? di scelta dei candidati alle

elezioni politiche (senza approvazione da parte delle

assemblee regionali), l’alleanza calata dall’alto con

un’altra formazione politica con cui non avevamo mai

condiviso un serio percorso politico programmatico e

in generale una gestione del partito percepita come

eccessivamente verticistica ha fortemente danneggiato

la capacit? di mobilitazione di tutti gli iscritti e

simpatizzanti verdi con le conseguenze negative che

abbiamo avuto modo di osservare in occasione delle

elezioni politiche.