Una proposta per modificare le norme comunitarie sui diritti di design rispetto alle parti di ricambio per automobili, se approvata, liberalizzerà il mercato europeo delle parti visibili per le quali è necessario aderire al modello originale.

Ai tempi dell’adozione della Direttiva europea sul design, non fu possibile raggiungere un accordo sull’armonizzazione delle norme nazionali relative ai diritti di design sulle parti di ricambio per automobili. Per questo motivo, la versione attualmente in vigore dell’articolo 14 della Direttiva prevede che ogni Stato membro dell’Unione Europea (UE) possa mantenere in vigore le proprie norme in materia, ma che tali norme possano essere modificate solo nel senso di una maggiore liberalizzazione del mercato delle parti di ricambio.

Il 14 settembre 2004 la Commissione ha annunciato l’adozione di una proposta volta a modificare l’articolo 14 della Direttiva, al fine di liberalizzare il mercato delle parti di ricambio prodotte a scopo di riparazione. Se la proposta fosse accolta, la liberalizzazione si applicherebbe dunque a tutti gli Stati membri dell’UE.

La modifica, secondo le dichiarazioni del Commissario per il mercato interno Bolkestein, rimuoverebbe le barriere ancora esistenti, permettendo ai piccoli produttori di parti di ricambio di competere su tutto il mercato europeo per quanto riguarda le parti visibili per le quali è necessario aderire al modello originale (i cosiddetti must match ), quali cofani, paraurti, portiere, fari, parabrezza. La proposta non riguarderebbe le parti non visibili e le parti meccaniche in genere, né i componenti di veicoli nuovi.

Come sottolineato nella proposta, infatti, la modifica non limiterà i diritti dei titolari di design, ma impedirebbe l’insorgere di monopoli nel mercato delle parti di ricambio. Il diritto di design sull’aspetto del prodotto primario non sarà esteso al mercato secondario.

Se e quando le modifiche saranno approvate definitivamente, gli Stati membri dell’UE avranno due anni per adeguare la normativa nazionale.